Quarta di copertina
Dodicesimo secolo in Terra d'Otranto. Un guerriero senza paura. Una fanciulla ribelle. Un saraceno dalla vista acuta. E un oscuro mosaico legato a sanguinosi delitti.
Il piccolo Livio fugge da Tarsia con un gruppo di nomadi e arriva nell'assolata Terra d'Otranto.
L'alchimista Rubino lo accoglie nella sua torre vicino Castrum, e negli anni gli svela i segreti dell'antico sapere. Il ragazzo, però, si innamora della fanciulla sbagliata, Mirta, figlia del barone di Torrechiara, e pagherà a caro prezzo l'impudenza di aver sollevato il suo sguardo su di lei. Frustato quasi a morte, è costretto a fuggire oltremare, mentre Mirta sarà rinchiusa in un convento in attesa delle nozze con il crudele Boemondo.
Anni dopo Livio è diventato un guerriero che tutti considerano invincibile, un mercenario al servizio di chi lo paga di più. E re Guglielmo può pagare più di chiunque altro.
Ai suoi ordini diventa sempre più potente e finalmente può fare ritorno a Castrum. Negli anni ha nutrito il suo odio contro Mirta, che ritiene responsabile delle frustate ricevute, e non ha rinunciato all'idea della vendetta.
Subito dopo il suo arrivo, però, Livio viene coinvolto in due sanguinosi delitti e in breve tempo si ritrova con le spalle al muro.
Sarà Yusuf Hanifa, il saraceno dalla vista acuta e dalla mente brillante, a prendere in mano la situazione: e se ci fosse un arcano legame tra i delitti e gli inquietanti mosaici della cattedrale di Otranto?
Sullo sfondo di un Medioevo brutale e violento, Livio e Mirta rischiano di perdersi di nuovo, e questa volta per sempre.

